Pochi pensieri ma tanta gioia in una stagione fantastica!
Tata e Fiore, Scherzi da prete


Sicuramente ci sono stagioni travagliate, stagioni che ricordi per particolari eventi, stagioni anonime o più semplicemente stagioni in cui alcune cose si ripetono in forma ripetitiva o meglio, alcuni eventi colpiscono meno la fantasia o la mente di chi scrive e meno ancora di chi legge. Pila 86/87 fu un inverno in cui non successe nulla di particolare! No, forse non è nemmeno quello, credo sia stata una stagione in cui fu tutto talmente eccezionale e sopra i normali standard che alla fine ci si è abituati fin da subito ad una felicità globale che poteva essere alla fine considerata normale, quindi una stagione tranquilla poiché quello che era la routine quotidiana era già eccezionale, Fiorello capo animazione, fidanzato ufficialmente con Elisabetta Reggio il primo capo-villaggio donna che tutti da sempre siamo stati abituati a chiamare Tata. Ricordo una frase di Rosario anni prima , forse durante uno dei pochi omenti di relax in cui ci si apriva un po di più “Oh ragazzi ma vi immaginate se riesco fidanzarmi con Tata? troppo bella!” Tata oggi è ancora una bellissima donna e all’epoca era una stupenda ragazza si trova a a capo di un’ azienda che commercializza integratori per la salute e prodotti cosiddetti ringiovanenti, mai direttore fu miglior testimonial del prodotto venduto…. L’equipe \


TATA, Elisabetta Reggio.
l’equipe era una di quelle che non ti scordi facilmente. Naturalmente il numero esiguo di villaggi invernali faceva si che si concentrassero varie personalità nello stesso posto, basti pensare ai fratelli Fiorello, sia Rosario che Beppe di cui si intravvedevano solo piccoli sprazzi di una promessa del cinema ma che con i bimbi sapeva comunque già comunicare molto bene, infatti era al mini club dove spopolava tra i piccoli ed oso dire anche tra i grandi. L’estro della famiglia era li a disposizione e i bambini ne hanno potuto godere divertendosi in modo eccezionale. Naturalmente per i grandi c’era Rosario, in questi articoli ho già ampiamente parlato di lui ma credetemi solo chi lo ha conosciuto bene “anche se non lo ha scoperto” ricordandolo non può non cadere nel retorico pletorico nonchè pleonastico e ridondante. In ogni stagione ci sono state cose nuove che lui inventava, dinamiche con personaggi ospiti o dell’equipe (volevo scrivere STAFF per comodità” ma i più integralisti e i più anziani non me lo avrebbero perdonato, figuriamoci se avessi usato il termine: CREW!” va beh, sto divagando, una cosa è certa, lui riusciva a trovare personaggi e al bisogno li sapeva creare in un attimo; magari sull’argomento ci torno dopo, ora voglio fare un recap sulla splendida equipe, chi c’era e cosa faceva li ?

i Cactus erano una formazione musicale nata in Lombardia tra l’oltrepò pavese e Milano, vennero assegnati a Pila poichè erano un ottimo supporto all’animazione di Rosario, ciò non mi esimeva dall’essere il chitarrista ufficiale ma quando c’era da fare spettacolo vero, c’erano loro: Vito Porzio, Luigi Aristi ed Apicella, rispettivamente Chitarrista/tastierista, cantante, Batterista, bassista., insomma i “Cactus”. Avevano una dote ulteriore oltre a quella di essere grandi musicisti, una band completa che sapeva suonare tutto, erano quello che al villaggio viene considerato il valore aggiunto, erano disponibili ed umili, partecipavano alle attività di animazione anche se non li coinvolgevano come band, dai passaggi sulla neve ai rientri sciatori, potevi sempre contare su di loro. anche in seguito pochi sono stati i villaggi che hanno potuto permettersi una band vera capace di passare a suonare la musica rock e arrivare al pop o al soul fino al Liscio … fantastici.




Lo stesso Fiorello ne tesseva continuamente le lodi poiché erano una band capace di supportare uno show così come di realizzarlo e fare a loro. odo spettacolo, insomma una band di bravi ragazzi e di brave persone, con l’animo rock. Ricordo che furono integrati al punto che tutti i sentivamo parte di noi, addirittura Luigi Aristi più avanti prese in moglie una ragazza Valtur, Anna Pappalardo ora vivono a Tortona, lui ha continuato a lavorare in sede per Valtur fino alla pensione e suona in una jazz band godendosi la moglie e le figlie e la musica. Apicella invece ha cambiato band e in pratica si sono smarrite le sue tracce. Un grande personaggio fu Vito Porzio, quello che noi consideravamo il capo della band, suonava chitarra e tastiere, e cantava anche in un buon inglese, cosa che al tempo non molti sapevano fare. Non finirò mai di ringraziarlo per avermi fatto suonare qualche volta con la sua preziosissima “Charvel” elettrica che associata all’effetto “rockman ” mi faceva sentire a mia volta una rockstar.

Era una persona semplice paziente e simpatica, e noi approfittando di quelle sue doti gli facemmo uno scherzo, (fare gli scherzi in Valtur era segno di amicizia, raramente si facevano scherzi (più o meno pesanti ) a persone con cui non si aveva un minimo di confidenza. e così fu. Un giorno vediamo Vito che va a chiedere un permesso per andare ad Aosta, Stava arrivando la sua fidanzata ufficiale, una ragazza francese di cui era innamorato e che lo avrebbe raggiunto per una breve vacanza proprio a Pila. la curiosità di tutti come in un piccolo paese era grande ci avevano detto infatti che la “tipa ” era molto carina, infatti quando arrivò concordammo tutti, ma radio serva era già partita e si stava per compiere un misfatto. Vito la accompagno’ in stanza per rifare i bagagli intrattenendosi con lei per qualche minuto, solo qualche minuto poiché molte voci distrassero i due da qualsiasi cosa stessero combinando in quella camera. Vito probabilmente udito un bussare inatteso spalancò la porta della stanza per capire cosa fosse quel trambusto , e aperta la porta trasalì di fronte a quello che si trovava innanzi: Una fila di più di 20 ragazzi con un bigliettino numerato in mano che si contendevano il posto per poter entrare dopo di lui in stanza, come fosse un laboratorio di analisi per il “prelievo” o il banco dei formaggi al supermercato.” ci sono prima io , ho il 16! si. “Metta dietro, ho il 14”! La sua reazione fu dapprima imbarazzatissima, ma poi gli venne da ridere con uno sguardo che significava “brutti stronzi vi voglio bene lo stesso ” … la scena fu seguita da un applauso per sdrammatizzare da parte nostra e questa cosa è ancora nella memoria di molti, credo anche della povera fidanzata che poi si fermò lavorare per un periodo da noi come Hostess. Questo naturalmente è uno dei tanti eventi e una delle cose che al villaggio facevamo succedere volentieri poiché erano, nonostante tutto, scherzi innocenti e che sono serviti a cementare le nostre amicizie. Ora Vito vive anch’egli Tortona e suona in una band di rock duro dove fa sfogare la sua bellissima chitarra sulle note dei Deep Purple…

In questa foto siamo io e il bassista Massimo Apicella mentre stiamo suonando alla fiaccolata di capodanno di fronte agli impianti di risalita e le baite ristorante, naturalmente all’aperto, immaginiamo solo la temperatura e le nostre mani a livello congelamento polare. A Pila in quella stagione eravamo un gruppo di musicisti che andavano oltre i fantastici Cactus, c’era anche Onofrio Mattina, con cui ci alternavamo in taverna.

La taverna era il classico ristorante tipico dove a fine cena il responsabile invitava noi per intrattenere il pubblico o ancora meglio dopo lo spettacolo per vivere momenti di canti di gruppo e di sketches sempre molto divertenti sopratutto per quelli che non andavano a ballare in discoteca in genere frequentata dai ragazzi dello Junior club ovvero adolescenti di età compresa dai 12 ai 18 anni che in genere facevano branco nei divani adiacenti la discoteca piuttosto che riempire la pista da ballo. Al mini club invece oltre al mitico Gaetano d’Allara di Avezzano che tutt’ora gestisce un albergo di proprietà a Bardonecchia c’era il mitico fratello di Fiorello ovvero Beppe, ben lontano dall’immaginare ancora il suo futuro di attore di grande successo, era comunque anche lui un “monello” ma bravissimo nel saper coinvolgere le piccole creature anche se spesso se non ricordo male veniva ripreso dal responsabile per piccole questioni legate alla responsabilità del ruolo, sveglia, controlli, presenze; il tutto era giustificato dalla giovane età di Beppe che in ogni caso aveva una presenza pure lui “guarda caso” di grande carisma e accattivante nei modi sia con la gente che con i bimbi e the last out not the least piaceva a mamme figlie, alle donne in genere, inoltre era come il fratello, bravo nel canto anche se con un taglio più moderno nel senso che provava pure a fare dei pezzi Rap e siccome il genere affascinava pure me, è successo più di qualche volta che ci trovassimo a motteggiare la canzone di un gruppo olandese DJ Swen And Miker G. “HOLIDAY RAP” che altro non era che una cover della più popolare canzone di Madonna “HOLIDAY” anche se poi in pubblico spiccava molto di più la sua verve che la mia…

Cionfoli e Dan Peterson erano due ragazzi che lavoravano nell’equipe di animazione. Francesco de Cilis era istruttore di Bridge, che all’epoca nei villaggi era molto popolare, un po’ come ora lo è il burraco; Il nome ciondoli era stato suggerito da me a Fiorello a causa della barba che lo faceva sembrare un frate, era un ottima persona e spesso in alcune situazioni veniva abbinato a Dan Peterson, non quello vero che allenava e commentava il basket dall’NBA al nostro campionato, il suo modo di fare unito ad una precisione poteva in qualche modo ricordarlo alla lontana. Dan si occupava di informatica, all’epoca nei villaggi venivano tenuti dei corsi di programmazioni di software nella fattispecie il Basic con delle macchine che erano i Commodore 64 dove l’istruttore per l’appunto il toscanaccio Dan cercava di far apprendere a grandi o più giovani questi nuovi linguaggi che ad oggi nell’era della AI appaiono ai nostri occhi come la scrittura cuneiforme dei Sumeri. i due erano spesso assieme, nelle questioni di lavoro cabaret spettacoli ingressi al ristorante, e pensate, vennero addirittura assieme scelti da Renzo Arbore per fare parte del cast fisso di “Quelli della Notte” fortunato programma degli anni 80 di cui ancora ricordiamo le scene. Non sempre trovo episodi per tutti ma a me qui basta ricordarli come persone che hanno condiviso assieme ai tantissimi altri questa magnifica esperienza che stata la vita animatore di villaggio turistico esperienza che all’epoca ci ha visti veri Pionieri del settore. Una delle altre particolarità di quella stagione, fu che vista la conformazione dell’equipe formata da un capovillaggio giovane e bella a Fiorello venne dato un coreografo uomo anziché donna. Piero Tortorella è un ragazzo che aspirava al ruolo di capo animatore in modo piuttosto dichiarato, era sicuramente un bravo coreografo e ballerino, e anche nei cabaret si impegnava ad essere comico, e a risultare simpatico… ecco vero si impegnava non era secondo me un comico naturale, come regista e come organizzazione non aveva nulla da invidiare a nessuno nel settore esattamente il mio opposto, normalmente disorganizzato e deresponsabilizzato proprio per mansione e per mestiere ovvero fare il guitto e lo sbarazzino a tutti i costi per risultare almeno simpatico alla platea. Naturalmente Fiorello era inarrivabile e al resto dell’equipe di animazione non veniva facile pensare di poter essere suoi pari e competere con la sua bravura. Piero invece era convinto di farcela, all’epoca non era per nulla semplice salire i gradini delle gerarchie di villaggio e i più non ci pensavano Piero invece ci pensava, eccome… non che Il buon Piero ne avesse tutti i torti, era molto sicuro di se, abbastanza organizzato, professionale e tecnicamente preparato, tuttavia il far trasparire in quel quella piccola e sicuramente lecita ambizione lo portava ad essere spesso vittima di scherzi più o meno innocenti. Il “più o meno innocenti” effettivamente poi dipende sempre dai punti di vista. Fu così che oltre al solito trattamento in west Side story il Musical che ci siamo portati dietro dall’anno precedente nel quale nelle risse finte si andava a far “finta” di picchiare uno solo anche se poi era della stessa banda. In genere il Gioco finiva li con grandi risate anche da perte sua. Un giorno, il gruppo dei goliardi (ed erano tanti) in inverno molte equipe si riunivano cil gotta dei villaggi si trovava mescolato come in un frullatore per cui potevi trovare contemporaneamente con incarico modificato: due o tre capi animazione, due o tre capi sport o doppioni di altre figure “apicali della struttura organizzativa di ogni villaggio, anche due o tre capi villaggio; d’altro canto i villaggi invernali erano un terzo di quelli estivi. In poco tempo si sparse una voce: “in gestione è arrivato un telex per Piero, ” Chi non sapeva, si chiedeva perchè ci fosse quell’interesse, ogni giorno arrivavano messaggi o telex per qualcuno dell’equipe, ma quel tipo di voce era stata messa appositamente in giro per corroborare l’idea che si trattasse di qualcosa di particolare, di straordinario, insomma qualcosa di eccezionale e che andava oltre le semplici comunicazioni di gestione normale. Ad accrescere la curiosità ci fu l’idea di far trovare nella casella della posta del malcapitato Piero alcuni report con delle telefonate che la sede di Roma gli aveva fatto. Non era finita fu proprio Tata il capovillaggio a dare la notizia. Quella sera dopo lo spettacolo di inizio settimana c’era la riunione dell’equipe che si teneva in genere nella zona teatro del mini club. Dopo aver dato le informazioni su come fosse andata la settimana e aver definito le questioni organizzative della successiva senza trascurare di dire le cose che magari erano ancora da migliorare per aumentare il gradimento, si fece un po truce in viso e prese una pausa come se volesse dire qualcosa di serio, di molto serio. Dunque ragazzi volevo dirvi che sono si contenta di come stiano andando le cose, tuttavia devo fare un cazziatone a qualcuno di voi. Come in un ultima cena noi ci guardammo con aria interrogativa cercando di capire chi fosse e cosa avesse combinato. Poi cambiò tono e si fece meno solenne, l’incipit era servito per attirare l’attenzione creare un po’ di climax : “Mi è giunta voce dalla sede che proprio alla fine della settimana che il capo-animatore che si trova in questo momento in Costa d’Avorio nel villaggio di Les Paletuvieres, per motivi personali avrebbe lasciato il villaggio, per cui uno di voi dovrebbe andare a sostituirlo… (fece una pausa) La sede mi ha comunicato che entro tre giorni Piero Tortorella dovrà andare a fare il capo Animatore in Africa!” Partì un applauso e contemporaneamente da dietro e quinte del piccolo teatro del miniclub apparvero i ragazzi del bar con delle bottiglie da stappare… Il povero Piero in quel momento non stava nella pelle, appresa la notizia ebbe solo un dubbio su chi lo sostituisse per gli spettacoli, ma Tata lo precedette, “qui arriverà un’altra coreografa per coprire il ruolo di Piero ” La festa continuò. Fu cosi che il giorno dopo nel pomeriggio in preda ad un attacco di entusiasmo si mise a chiacchierare sul seminario estivo in genere dedicato ai capi servizio,” dai ragazzi quest’estate ci vediamo ad Ostuni al seminario dei capi animazione, poi rivolgendosi a me, come colto da una rivelazione… – Ah peccato, però tu non sarai capo animazione, va beh sarà per un altra volta!.. Non so se fosse stata una frase preparata o fosse semplicemente stata dettata dal troppo entusiasmo la cosa in effetti non mi ferì, ma mi fece pensare a come lui fosse convinto di una cosa nella quale secondo me ci si doveva sentire a disagio solo nell’aspirarla, intendo essere capo animatore, Il mio termine di paragone, lo ammetto, era Fiorello. Passati i tre giorni e venuto il momento della partenza il povero Piero inconsapevole dello scherzo iniziò il giro dei saluti, apprestandosi a prendere il pullman che lo avrebbe portato alla stazione di Aosta da dove poi avrebbe preso il treno per raggiungere l’aeroporto, c’erano poche persone in giro in quanto erano quasi tutte comandate nei loro posti di lavoro, gli accompagnatori sciistici erano sulle piste i cuochi in cucina, ecc ecc. Non ero presente neppure io, ma i presenti raccontano che mentre stava per caricare le valige nel bus qualcuno abbia detto;: – a Piero, vai a guarda’ che è tutto uno scherzo…- Pare che Piero non abbia preso seriamente l’avviso e che a certificare la cosa avesse dovuto intervenire il capo gestione stesso, dimostrando l’avvenuta presa in giro. A quel Punto a Piero tocco fare buon viso a cattivo gioco con una esclamazione – Minchia Bastardi! – Si arrabbiò molto ma la prese con grande filosofia fu lo stesso Fiorello a raccontare in teatro lo scherzo facendolo apparire come l’eroe del giorno, il che contribuì sicuramente a sdrammatizzare la faccenda e a tranquillizzare il nostro coreografo che da quel giorno era diventato anche più simpatico anche per merito del suo ruolo di vittima sacrificale di uno scherzo goliardico che pochi avrebbero accettato in (quasi) tutta tranquillità, quindi che dire, bravo Piero! Di cose al villaggio ne succedevano e credo ne succedano sempre tante e ribadisco, ognuno ne avrà da raccontare , di più divertenti di più intriganti , insomma di più, Io mi limito a ricordare attraverso le mie emozioni un periodo della vita che per me come per molti altri è indimenticabile, lo sfondo comico di una faccenda è solo un corollario di quanto accade e di quanto possa ricordare. Mi piace pensare che in quell’esperienza siamo passati come fossimo in un treno passeggeri attraverso il tempo e i fatti per cui abbiamo assistito alla nascita di star, del cinema, della musica del teatro, e apprezzandone i contenuti spessissimo ci siamo voluti ispirare a loro o per spirito di imitazione o per pura esigenze di spettacolo milioni sono gli esempi, da Michael Jackson al più americano tra gli italiani Adriano Celentano, ma voglio ricordare una cantante che accompagnò le note di quella stagione, se non altro perchè facevo parte del corpo di ballo che accompagnava il solito Fiorello che interpretava un icona della musica ahimè scomparsa troppo presto dal panorama musicale ed artistico italiano: Giuni Russo la cantante siciliana di ” un’estate al mare. Durante il musical di benvenuto e per dare un tocco ancor più allegro alla serata, Fiore si travestiva da signora bene che si apprestava ad andare in spiaggia circondata da boys che rappresentavano i figli, vestita count body rosso e un copricostume coloratissimo e con il capo fasciato da un vistosissimo turbante a Pois. Nella scena di un’estate al mare lei cantava in playback ballando in modo sensuale e sinuoso, almeno per quanto gli consentiva il suo fisico, ma quando c’era l’inciso o meglio la parte del coro dove gli uomini cantano “dabada’ dabada dabadà dabadaddaaa!” Lei /lui iniziava a galoppare in modo sguaiato scatenando l’ilarità del pubblico e dissacrando completamente la iconicità del pezzo musicale.


Il successo di quella scena divenne una delle icone di quella stagione naturalmente ad altri fatti che vado a raccontare. Mi accusano di fare l’esegesi di Fiorello, ma come sottrarsi alla prorompente carica umana ed accentratrice di Rosario? Direi impossibile. la gente che veniva al villaggio si trovava di fronte ad un mostro sacro della tv e ancora non lo sapeva, ma l’effetto era immediato, gli apici del divertimento si raggiungevano alle aperture del teatro o meglio ancora dalle chiusure, ovvero quei momenti che precedevano la sigla di chiusura del teatro e che davano il tempo a chi doveva preparare le attività di seconda serata di poter essere pronto all’arrivo delle persone (dj, baristi della taverna, Hostess, oppure quelli che avrebbero dovuto preparare gare di ballo e altri eventi meno importanti dello spettacolo serale. Sulla carta… naturalmente; dare il microfono a Fiorello era come dare una costata di manzo ad un coccodrillo… Lui come al solito trovava il. odo di raccontare delle cose improvvisando alla sua maniera ricordo per l’appunto la scena nella quale lui impersonava il famoso personaggio interpretato da silvestre stallone “Rambo” che era uscito nel 1982 con il sequel del 1995 infatti ebbe modo di approfondire lo studio del personaggio che già nel 95 aveva provato a ad interpretare… l’apoteosi, lui spariva per poco più di dieci secondi e ritornava con fascetta rossa a cingergli il capo che all’epoca era adorno di una folta e lunga chioma che ricordava esattamente quella del più famoso attore di Hollywood, il pantalone militare con qualche strappo e li cominciava la sua performance in cui voleva ricreare una delle scene del film , allora sceglieva i personaggi tra il pubblico a cui faceva fare al volo le parti in commedia , L’albero , i poliziotto , i nemici che lo inseguivano… il resto era lui, con la sua abilità nel creare i rumori dei mezzi militari, dall’elicottero agli spari alternati da qualche parola messa li a caso in lingua siciliana; bisognava esserci per capire, ora è solo cronaca, tuttavia io e tutti gli altri presenti, possiamo dirlo, noi c’eravamo. Il livello di divertimento era sicuramente alto, anche perchè non mancavano le occasioni per ridere di qualcosa. Fu così che arrivò lo spettacolo di Pasqua e anche quell’anno come quello precedente si decise di portare in scena “forza venite gente” una spettacolo che parlava della vita di san Francesco che aveva dei grandi significati e toni emozionali così come delle scene nelle quali non potevi fare a meno di ridere. tra cui l’arrivo dei dodici frati interpretato dai più anziani del villaggio dai più grossi e dai più magri che era il mio caso. Un’altra scena divertente era quando entrava il diavolo interpretato dal coreografo Piero che andava a tentare S’ Francesco interpretato da Rosario, in quella scena il diavolo avrebbe dovuto malmenare Rosario ma finiva per essere a sua volta malmenato da qualche frate…I fratelli Cocuccioni ne sanno qualcosa poiché assieme alla buonanima di Lupo ( Luca Di Cesare) glie ne combinavano di tutti i colori ogni volta. Quella Pasqua raggiungemmo l’apice del divertimento. In genere ogni imprevisto crea a qualcuno dei disagi più o meno gravi ad altri ilarità estrema. La scena madre fu durante la canzone “Volare Volare” in quel momento frati e suore in scena festeggiavano la libertà del santo con un allegrissimo balletto ma al ritornello, per l’appunto “Volare Volare” si dovevano liberare delle colombe che avrebbero svolazzato in mezzo al pubblico scatenando l’applauso di festa e gioia. Ma… i sei frati lanciarono tutti perfettamente all’unisono le colombe dopo averle prese dalle gabbie in cui erano state messe dall’allevatore che le aveva date in prestito al capo dei materiali con la preghiera di tenerle bloccate per le ali affinché non si ferissero durante la permanenza in gabbia; infatti ad ogni povero animaletto era stata applicata una specie di piccola imbracatura che impediva di muovere ali e zampine… I frati non se ne resero conto e lanciarono i poveri animali al momento prestabilito, pochi istanti dopo sei volatili giacevano storditi a terra per il botto , anzi 5 perchè uno era rimasto impigliato nel controsoffitto, ci si rese subito conto dell’accaduto, e ci affrettammo a liberare le povere bestiole in modo che potessero camminare e volare naturalmente cercando con lo sguardo lo scenografo a cui probabilmente avemmo dato la colpa per non aver liberato dai vincoli i volatili. Solo un attimo dopo a tutti venne da ridere quasi da non poter continuare lo spettacolo, insomma, la colomba della pace non era atterrata in modo ortodosso, sarà sciocco ma ancora rido al pensiero di quel momento. Mi scusino gli animalisti tutto il mondo. Naturalmente di episodi durante una stagione ne accadono continuamente, mi si perdoni quindi qualche lacuna dovuta alla memoria, ma come vado ripetendo, sono solo le mie sensazioni ed emozioni, chi leggendo si sente escluso sappia che avendo fatto molte stagioni qualche episodio che lo riguarda magari è finito nel dimenticatoio ma se me lo ricordasse lo andrei ad aggiungere.

Non ho colpevolmente ancora parlato del centro sci, ovvero il gruppo di Maestri che guidati dal solito super capocentro Mario Dal Santo erano una forza importante per l’economia ed il successo della stagione invernale , non parlo dei maestri di sci locali che in ogni caso per quanto riguarda la professionalità e la capacità tecnica non avevano nulla da invidiare ai maestri di più blasonate località sciistiche italiane, la loro forza era la carica umana e la simpatia che riuscivano a mettere in campo sia sulle piste da sci che nelle cene dell’ultimo giorno della settimana dove sapevano ancor di più coinvolgere gli ospiti del villaggio nelle loro tavolate di classe. In quella stagione in ogni caso abbiamo avuto anche un equipe di sci Valtur, ovvero quella che formava il personale della clinica dello sci (dove si noleggiava l’attrezzatura e si facevano piccoli lavoretti di assistenza alle attrezzature degli sciatori ospiti del villaggio. In questa foto sopra a parte Mario Dal Santo, l’allora moglie Luisa, e il solito Fiorello che voleva spacciarsi per sciatore ci sono altre persone che ricordo tra cui il Mitico maestro aostano Riccardo Bertod riconosco altri grandi personaggi della nostra storia, Stefano Galli, I futuri Capovillaggio Paolo Gaia Maurizio Leporatti e alcuni personaggi che ora non ci sono più: il grande Pilone, Andrea de Donato, Lupo, (RIP) Riconosco in questa foto anche Patrizia Fattori, Alessandra schiatti (pagnottella) qualcuno lo ricorderò in seguito, intanto: Buona lettura e buoni ricordi a tutti!
Mi scuso con chi non ho nominato ma se mi contatta lo ricorderò volentieri in questi scritti.
CREDITS:
si ringraziano per le foto :
VRT Valtur Real Time
i Valturiani
la Valtur siamo stati noi